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Progetto
di Informatizzazione Cartella Clinica per la specializzazione
di Medicina del Lavoro
Prodotto informatico rivolto a
liberi professionisti, Studi Associati,
Uffici del Servizio Sanitario pubblico.
Prodotto sviluppato da SoftMed
s.r.l.
Descrizione del Progetto Med+ Social
Security
Il settore interessato
Gli studi medici che si occupano di medicina del lavoro
devono svolgere una precisa attività: monitorare
lo stato di salute dei dipendenti delle aziende che hanno
in carico, eseguendo esami a determinate scadenze secondo
un protocollo di sorveglianza sanitaria previsto dalle norme
vigenti.
Entità chiave per la gestione dell'attività
sono:
- uno scadenzario contenente le scadenze,
per ogni lavoratore, degli esami che questi deve sostenere;
- un'agenda per fissare le visite dei
lavoratori in relazione alle scadenze;
- il protocollo sanitario di ciascuna
azienda formato dai soli accertamenti previsti dal protocollo
di sorveglianza sanitaria per le figure lavorative presenti
nell'azienda stessa;
- il protocollo sanitario individuale
che, oltre agli esami previsti dal protocollo aziendale
per le mansioni svolte dal lavoratore, elenca altri accertamenti
dettati dalla storia clinica del lavoratore stesso;
- la cartella clinica di ciascun lavoratore
con lo storico sia degli esami effettuati in precedenti
indagini di medicina del lavoro, sia di malattie che possono
indurre l'effettuazione di esami aggiuntivi.
Al termine di un'indagine, se tutti i parametri rilevati
sono compresi nella norma, al lavoratore viene rilasciata
l'idoneità alla mansione svolta, altrimenti allo
stesso sono prescritti ulteriori accertamenti: dai risultati
dei nuovi accertamenti il medico del lavoro decide se il
lavoratore può tornare alla propria mansione oppure
se deve sottoporsi a delle cure.
IMPIEGO DEL PROTOCOLLO
DI MINIMA
Il protocollo di minima per la sorveglianza sanitaria di
S.Marino presenta una notevole differenza da quello italiano
(che tuttavia, per certe tipologie di lavorazione, sta iniziando
ad adottare lo stesso metodo): le visite sono previste sulla
base del rischio accertato e non del rischio presunto.
Seguendo il rischio presunto (ovvero quanto prescrive in
buona parte dei casi il protocollo italiano), un lavoratore
deve sottoporsi a visite periodiche in virtù dell'espletamento
di una specifica mansione.
Le verifiche basate sul rischio accertato stabiliscono,
al contrario, dei limiti per l'effettuazione degli accertamenti:
se la "pericolosità" della mansione supera
tali limiti, scattano le indagini mediche.
Un esempio chiarirà meglio
il concetto.
Esaminiamo la prima scheda del protocollo (relativa a lavorazioni
del piombo). Le prime quattro colonne sono impiegate come
accesso, da parte del medico che deve decidere il protocollo
da far adottare ad un'azienda per la tutela dei dipendenti,
per reperire le "indagini consigliate", i "limiti
di accertamento" e la "periodicità".
TLV ed IBE sono indici, rispettivamente il massimo accettabile
per l'esposizione ad un determinato agente e l'indice biologico
ovvero stabilito su parametri strumentali, fissati di anno
in anno da enti internazionali preposti.
Queste tre informazioni devono essere lette "in orizzontale"
ovvero:
Seguendo
i colori si nota che sono previsti 3 tipi di indagini,
ognuno con i propri limiti.
|
| Principali Indagini |
Limite |
Periodicità |
| Visita specialistica
in medicina del lavoro |
50%TLV |
Annuale |
| >TLV |
Semestrale |
| Esami di laboratorio:Emocromo
completo,esame funzionalità renale |
|
Annuale |
| Esami Tossicologici:piombemia,ALA
Urinario,zincoprotoporfirina IX |
50%IBE |
Annuale |
| >IBE |
Semestrale |
|
 |
Interpretazione dei limiti.
I limiti riguardanti la visita specialistica in medicina
del lavoro danno origine a 3 fasce di casi:
Fasce
di casi |
| Limite inferiore al 50% del TLV |
=> |
La visita specialistica non è obbligatoria; |
| Limite fra il 50% ed il TLV |
=> |
Visita specialistica con frequenza annuale; |
| Limite oltre il TLV |
=> |
Visita specialistica con frequenza semestrale. |
|
 |
Gli esami di laboratorio non presentano limiti; vale quindi
la periodicità. Nel caso esaminato, vanno eseguiti
annualmente.
Gli esami tossicologici seguono quanto riportato per la
visita specialistica ma relativamente al parametro IBE.
Si sottolinea come questo sia un protocollo di minima:
il medico del lavoro è libero di eseguire le indagini
con cadenza più stringente oppure eseguire esami
non richiesti.
Sfogliando il protocollo si noterà l'esistenza un'ulteriore
classe di indagini: gli esami strumentali. Tale classe,
a differenza di quelle sopra esaminate, solitamente non
presenta limiti o periodicità bensì sono i
singoli esami che la compongono a presentare la propria
periodicità.
Alla precedente classe si riconducono anche le visite specialistiche.
In aggiunta, si possono trovare esami non appartenenti
ad alcuna classe (come la citologia dell'espettorato nella
scheda riguardante le lavorazioni del cromo esavalente),
i quali non hanno limiti di effettuazione bensì presentano
solamente la propria periodicità e, per omogeneizzare
il trattamento, tali esami verranno associati alla classe
"Altri esami".
Note realizzative
- Per ogni lavoratore, si ricorre ad
una tabella relativa al dato lo storico degli impieghi
ricoperti durante la carriera lavorativa a prescindere
dalla ditta di dipendenza. Questa informazione è
necessaria per decidere se sottoporlo ad esami riguardanti
patologie contratte in precedenti impieghi e, all'atto
dell'assunzione in carico di una ditta, il medico richiede
espressamente queste informazioni a tutti i lavoratori.
- Risulta molto utile la integrazione
di una sezione dedicata all'infortunistica, argomento
di largo interesse sia per le statistiche richieste dalla
legge, sia perché sono previsti sgravi fiscali
per quelle ditte il cui tasso di infortunio sul lavoro
diminuisce.
- Il lavoratore che, al controllo
periodico, risulta soffrire di una qualche patologia può:
- essere inviato al medico di condotta se la patologia
non è causata dalla mansione ricoperta;
- essere inviato a medici specialisti (coi quali lo
studio medico è a sua volta convenzionato ed
a spese della ditta di dipendenza del lavoratore)
per patologie causate dal lavoro svolto.
In entrambi i casi, è necessario attendere
i referti delle ulteriori indagini ed in questo periodo
il lavoratore può continuare a ricoprire la
propria mansione se il medico del lavoro ritiene che
ciò non aggravi la sua patologia oppure può
essere messo a temporaneo riposo (motivando la scelta
alla ditta).
- All'atto della presa in carico di
una nuova ditta, il medico si accorda con la ditta medesima
al fine di mantenere valide le scadenze dei lavoratori
(scadenze decise dagli esami eseguiti dal vecchio medico
del lavoro dal quale la ditta si serviva), oppure si effettua
uno screening di tutti i dipendenti ovvero, in base al
protocollo sanitario stabilito, si effettuano le indagini
previste senza considerare quelle eseguite dal precedente
medico del lavoro.
- All'assunzione di un nuovo lavoratore,
si esegue lo screening (ovvero tutti gli accertamenti
previsti dal protocollo sanitario stabilito) e, allo scopo
di visitare tutti i dipendenti della ditta che eseguono
la stessa mansione, la scadenza dell'idoneità si
anticipa facendola coincidere con quella dei colleghi.
- Le aziende piccole e con pochi
dipendenti tendono ad inviare i lavoratori presso lo studio
di medicina del lavoro per le indagini periodiche mentre
quelle grandi preferiscono che sia il medico (con una
unità mobile) a recarsi presso la ditta ed eseguire
gli accertamenti.
In ogni caso, si cerca sempre di:
- non spezzare la visita di un lavoratore in più
parti: non esistono, fra gli accertamenti in medicina
del lavoro, esami propedeutici o incompatibili fra
loro, quindi conviene effettuarli tutti nello stesso
incontro;
- visitare in giorni contigui tutti i dipendenti di
una ditta con idoneità in scadenza in quel
periodo (questo perché al termine delle visite
il medico viene retribuito)
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